Coast to Coast sud, agosto 2010

Diari di Viaggio On The Road

Una volta non basta mai: per conoscere bene una terra e una popolazione bisogna andare in quei luoghi almeno due volte. Così è stato per l’America: l’anno scorso abbiamo scoperto il Nord degli Stati Uniti, con le sue grandi metropoli, i suoi immensi campi coltivati, la natura incontaminata di parchi e cascate. Quest’anno abbiamo voluto vedere com’era il Sud degli States: ed abbiamo incontrato un mondo completamente diverso.

Il viaggio di quest’anno negli Usa è stato un pò diverso: andavamo in terre aride, sicuramente più calde di quelle visitate l’anno scorso. Ma nonostante le aspettative di temperature elevate, siamo rimasti comunque spiazzati. Non ci aspettavamo un caldo così caldo.

L’avventura comincia il 6 agosto: sveglia all’alba per raggiungere Roma, dove ci aspetta il nostro aereo. Destinazione: Miami. Qui, incontriamo i nostri compagni di viaggio di quest’anno (alcuni li troveremo una volta arrivati in Florida). Alcuni sono volti noti, che abbiamo già conosciuto in passato, con i quali abbiamo viaggiato per brevi o lunghi tratti. Altri sono amici nuovi da conoscere.
Il viaggio per arrivare in Florida sembra non finire mai: lo scalo a Detroit, con relativi controlli ferrei da parte della polizia di Dogana americana, ci lascia praticamente senza energie. Nel viaggio serale in aereo per Miami tutti ci addormentiamo: almeno l’ultima trasferta è passata più in fretta.
Arrivati a destinazione, quando è già passata la mezzanotte, ad attenderci ci sono un amico e un nemico: il primo è Andrea, che viene ad accoglierci in aeroporto. Peccato che non avesse con se i Mojito che ci aveva promesso prima della partenza.
Il secondo è il caldo, umido e appiccoso, che già ci fa capire che non sarà un viaggio facile da affrontare.

Il giorno dopo ci svegliamo carichi di energie: mentre gli uomini vanno a recuperare le moto, le donne possono scoprire la famosa spiaggia e l’immenso oceano di Miami. Verso mezzogiorno, ecco tutto il gruppo insieme per la prima volta (20 persone che viaggiano su 9 moto e 2 mezzi dell’assistenza). La destinazione è Key West, una splendida cittadina delle isole Keys, dove anche Hemingway aveva preso dimora. E ammirando il suo mare, le sue case tipiche e i suoi negozietti capiamo perchè il grande scrittore amava tanto questi luoghi.
La sera ceniamo tutti insieme in un delizioso localino, per poi tornare stanchi e stremati in albergo, a tarda notte.
Il giorno dopo ci svegliamo, non del tutto ripresi dal viaggio, per partire per un’attesissima meta: Orlando con i suoi rinomati parchi di divertimento ci aspetta. Ma strada facendo c’è tempo per una sosta a Cape Canaveral, dove la Nasa lancia i suoi shuttle nello spazio. Qui scopriamo un pezzo importante di storia americana, fatti di grandi missioni, grandi scoperte, grandi uomini. Imprese che hanno reso grande l’America e fallimento che le hanno permesso di migliorare e di diventare una potenza indiscussa per quanto riguarda i viaggi nello spazio.

Con negli occhi ancora le immagini che ci arrivano dall’universo e le emozioni provate a conoscere le storie degli uomini che per primi hanno visto scenari inimmaginabili, arriviamo ad Orlando.
Ora è tempo di tirare fuori il bambino che è in noi: Disneyworld, con i suoi tanti parchi tematici, ci occupa un’intera giornata, fatta di fantasia, divertimento e personaggi che da quando siamo piccoli sogniamo di incontrare.
Dopo aver dato libero sfogo al nostro lato fanciullesco, ecco che esce di nuovo l’anima dell’avventuriero on the road: una nuova tappa ci aspetta. Da Orlando ci dirigiamo verso Saint Georgès Island. Lungo la strada la tentazione di fermarci è forte, tanto che una volta cediamo alle lusinghe del mare. Arrivati al nostro motel, la bella sorpresa: è praticamente sul mare. Tolti gli abiti da motociclista, indossiamo tutti il costume da bagno per goderci un pò l’Oceano. Anche i centauri hanno bisogno di un pò di relax ogni tanto.
La sera veniamo accolti da un tipico localino, che ci fa sentire i sapori del mare: c’è chi non resiste alla tentazione e ordina ostriche e Guinness. D’altra parte, siamo pur sempre in vacanza.
Rinfrescati dalla piacevole tappa, partiamo pieni di aspettative alla volta di una delle città più belle d’America, New Orleans.

Con negli occhi ancora le tremende immagini dell’uragano Katrina, che devastò tutti i suoi quartieri quattro anni fa, veniamo accolti dalla città più europea degli States. Fondata dai francesi, ai quali seguirono presto altri cittadini europei, ogni quartiere, ogni casa e ogni angolo risente delle influenze tipiche del Vecchio Continente.
La prima sera ci lasciamo trasportare dalle luci e dalla festa di Bourbon Street, celebre via del French Quarter, famosa per la sua vita notturna. La musica jazz sembra uscire da ogni angolo e tra un Mojito e l’altro, bevuti nei diversi locali del cuore pulsante di New Orleans, trascorriamo una serata veramente indimenticabile.

Il giorno seguente andiamo alla scoperta della città: case dal gusto europeo, giardini ben curati, tram dal sapore antico ci fanno compagnia durante la nostra visita. Con un battello a vapore, che sembra appena uscito da un racconto di Tom Sawyer, ci inoltriamo alla scoperta del fiume Mississippi: un pò una delusione, visto che durante il tragitto possiamo ammirare solamente industrie e non la vera essenza e bellezza di New Orleans. Davvero un peccato.
L’ultima sera in città ci godiamo ancora un pò di musica e di vita a Bourbon Street: il giorno dopo ci aspetta una lunga tappa verso Galveston.
Il passaggio dalla Louisiana al Texas si fa sentire: ecco comparire, lungo la strada assolata, dove è difficile incontrare altri veicoli, le prime pompe per il prelievo del petrolio. Si perdono all’orizzonte, un pò funzionano, un pò hanno smesso da tempo di ricavare dalla terra il prezioso oro nero. Soprende a volte vederle accanto a impianti eolici: c’è qualcosa che stona in queste immagini.

La strada per Galveston ci rivela poi la difficile convivenza dell’uomo con la Natura: ai lati della carreggiata, poco distanti dal mare, abitazioni completamente distrutte dagli uragani vengono ricostruite. Sembra uno scenario di guerra, di una zona abbandonata dall’uomo. E invece scopriamo che ogni anno i suoi abitanti sono costretti a ricostruire se l’uragano è stato così potente da distruggere tutto. Anche quest’anno gli uragani si sono presentati puntuali: guardando le previsioni meteo in televisione, scopriamo che il maltempo ci sta seguendo da Miami, procedendo verso Ovest. Ma per fortuna, grazie al fatto che abbiamo lasciato in tempo la costa orientale, non ci raggiunge mai, permettendoci di viaggiare sempre con il sole (anche se, a dire il vero, un pò di sana pioggia, ogni tanto, non sarebbe stata sgradita, viste le alte temperature!!!).

Continua il nostro viaggio in Texas: dopo Galveston è la volta di San Antonio, una città meravigliosa, che ci è rimasta nel cuore. Nonostante fossimo arrivati stravolti dal caldo intenso patito lungo la strada, dopo un bagno refrigerante in piscina, andiamo alla scoperta di questa città texana, che ospita Fort Alamo, il luogo dove avvenne la storica battaglia tra texani e messicani (vinsero questi ultimi) e che ci ha regalato personaggi celebri come Davy Crockett. Ma a stupirci di più è il lungo fiume: scendendo alcuni gradini si può scoprire la San Antonio “sotterranea”. Lungo il fiume si apre una nuova città, lontana dall’afa della superficie, che ci accoglie con i suoi colori, i suoi locali, la sua musica e i suoi sapori tipicamente messicani. La serata trascorre tranquilla, tra una birra e un Margarita. Ma bisogna andare a letto presto: domani ci aspetta una lunga e caliente tappa verso il New Mexico.

Il caldo vi accompagna durante tutto il viaggio verso Carlsbad: d’altra parte non ci potevamo aspetare un clima accogliente. Le soste si fanno sempre più frequenti, per ritemprarci dalle alte temperature, anche se i benzinai cominciano a scarseggiare e la paura di rimanere a piedi è alta, ma per fortuna non è accaduto. Lungo la strada, prima della nostra meta odierna, cerchiamo refrigerio nelle famose caverne di Carlsbad. Siamo fortunati: l’ingresso è persino gratuito e possiamo assaporare un pò d’aria fresca, ammirando stalagmiti e stalattiti che si affacciano lungo il nostro percorso.
La sera, sfiniti, ci prepariamo ad un’altra lunga tappa: ci aspettano in Arizona i famosi cactus giganti. E, soprattutto, ad attenderci c’è un resort da favola.

Nonostante la partenza sia stata programmata molto presto, il caldo si fa sentire fin dalle prime ore del giorno: sappiamo che ci attende una nuova giornata di fuoco in sella alle nostre moto. La strada non offre, per tutto il viaggio, un gran panorama da ammirare. Ma non appena arriviamo a Tucson, ecco apparire i primi cactus, che sembrano salutarci con le loro braccia fatte di spine. E poi come un’oasi in mezzo al deserto, ecco apparire il resort: per due giorni saremo ospiti di questa struttura davvero molto bella, che comprende un campo da golf e una piscina che sarà nostra preziosa compagna in questo giorno di completo relax.
La sera del nostro arrivo ci godiamo un pò di riposo: un hamburger e una birra, seguiti da qualche cocktail sotto un cielo stellato che fa da testimone alle nostre chiacchiere. Poi tutti a nanna: il giorno dopo c’è da assaporare l’Arizona.

Al mattino ci dedichiamo ad un pò di sano turismo. Ci inoltriamo nel parco dei cactus, dove incappiamo in un luogo particolare, dedicato al grande John Wayne, che ci fa rivivere l’epopea dei film ambientati nel Far West. All’interno scopriamo una vera e propria città da storia western: ci sono i cowboy, ci sono le diligenze, c’è il Saloon dove assistiamo ad uno spettacolo di Can Can. C’è il treno, il vecchio cimitero e la chiesetta annessa. Per le vie di questa città, che ci fanno assaporare un pò d’aria del Vecchio West, facciamo anche in tempo a assistere ad una sparatoria, in perfetto stile western.

Dopo il consueto shopping per portare a casa più souvenir possibili, ci aspetta un intenso pomeriggio in piscina. La sera cerchiamo di visitare il downtown di Tucson: ma dopo aver girato a lungo, la fame ha il sopravvento e ci fermiamo a mangiare nel primo McDonald’s che incontriamo lungo la strada. Rientrati in albergo c’è tempo ancora per due parole tra amici, sotto un cielo stellato. Domani ci aspetta la California.

La strada verso l’Oceano Pacifico non è facile da percorrere: oggi il caldo è davvero insopportabile. La nostra strada passa attraverso montagne che a noi sembrano inospitali. Ci stupisce, ogni tanto, scorgere in lontananza delle case isolate, in mezzo al niente. E quando diciamo niente, intendiamo proprio il niente. Come se non bastasse, arriviamo nel deserto: alla nostra destra e alla nostra sinistra solo dune di sabbia purissima. E nient’altro.
Poi, dopo la penultima sosta prima di arrivare a San Diego, quando il caldo ha risucchiato ogni nostra energia e quando manca poco alle visioni da deserto, ecco comparire all’improvviso, dal nulla, una brezza di aria fresca. Ci siamo, l’oceano è vicino: il caldo svanisce come per magia, lasciando il posto ad un’aria fresca che abbiamo sognato per due settimane e alla quale non siamo più abituati. E noi vogliamo godercela tutta.

Arrivati a San Diego decidiamo di assaporare ogni istante in quella che, giustamente, viene definita come la più bella città degli States: dalla finestra del nostro albergo possiamo ammirare l’Oceano.

Ed è uno spettacolo che lascia a bocca aperta.
La sera la trascorriamo sul lungomare: navi militari e gabbiani accompagno la nostra passeggiata. C’è anche il tempo per un pò di sano shopping. Il giorno dopo ci dividiamo, tra chi va a fare un pò di compere e chi va alla scoperta di San Diego. Noi dedichiamo la mattinata alla visita dello zoo, per poi trascorrere un paio d’ore nel famoso outlet di San Diego. Che, guarda caso, si trova proprio al confine con il Messico. La voglia è tanta. E così con un gruppetto di amici ci avviamo a piedi verso la frontiera: Tijuana ci accoglie con i suoi odori forti, il suo traffico, il suo caos: una città ben lontana dalla vicina San Diego, pulita, tranquilla, elegante. Il tempo di bere due Margarita e di scattare qualche fotografia, che è ora di tornare in America. Non prima di aver passato l’ennesimo controllo in perfetto stile USA.

Il viaggio è quasi finito: ormai non ci resta che raggiungere l’ultima metropoli di questo Coast to Coast Sud, Los Angeles. La tappa è breve, così arriviamo nella trafficatissima LA quando è ancora mattina. Lasciate le motociclette, saliamo in metro: destinazione Universal Studios.

Qui possiamo rivivere le avventure dei film che abbiamo amato sul grande schermo. E scoprire anche i trucchi cinematografici più assurdi. Un luogo assolutamente da non perdere. Rientrati in albergo, c’è appena il tempo per una doccia: ci aspetta la cena di fine viaggio. Andrea sceglie il Bubba Gump di Santa Monica, la catena di ristoranti che si ispira al celebre film “Forrest Gump”. Qui, tutti insieme, assaporiamo gustosi piatti di gamberi e granchio, accompagnati da fiumi di birra. Dopo cena, una bella passeggiata sotto le stelle, lungo il Pier di Santa Monica.
Il giorno dopo andiamo alla scoperta di Los Angeles, mentre gli uomini sono a riconsegnare le moto. Ci avventuriamo sui mezzi pubblici: prima tappa il Chinese Theater, dove le grandi celebrities hanno lasciato le loro impronte. Poi ci dirigiamo verso Beverly Hills, in particolare a Rodeo Drive, la via dello shopping di lusso. Qui possiamo solo lustrarci gli occhi, perche i prezzi sono proprio proibitivi.
Torniamo al Chinese Theater, dove ci riuniamo con alcuni maschietti. Cono loro facciamo ancora qualche fotografia, pensando alle star che sono passate da lì. Poi tappa obbligatoria ai piedi della scritta “Hollywood”.

Tornati in albergo, il tempo di far le valigie, si torna in strada, per scoprire il Dowtonwn di Los Angeles. Scatta poi l’ora della cena e ci ritroviamo tutti insieme: il giorno dopo si parte alla volta dell’Italia.
Carichi di valigie, più di quelle che avevamo con noi all’andata, dopo i soliti controlli ferrei americani, prendiamo il primo volo per Detroit. Poi cambieremo a Amsterdam, per arrivare finalmente a Roma. Il viaggio di ritorno ci sembra meno pesante e più corto di quello dell’andata.

Arrivati a Roma, salutiamo tutti i nostri amici: si torna alla vita di tutti i giorni, con negli occhi le immagini di una splendida avventura e nel cuore i ricordi di un bellissimo viaggio. Viaggio che è andato avanti praticamente senza intoppi: solo 2 BMW che hanno lasciato a piedi i loro centauri e qualche problema per il troppo calore, non solo quello atmosferico, ma anche quello emanato a volontà dalle Harley Davidson, che però si sono rivelate compagne ideali per questo tipo di viaggio.

Al prossimo viaggio on the road.

 

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