L’uomo fin dal passato, è stato sempre interessato ad estendere i propri orizzonti, non solo culturali, ma geografici in senso stretto.

Pensiamo ad esempio ai viaggi in mare per scoprire terre e popoli di cui prima non si sapeva l’esistenza come la scoperta dell’America del 1492 o in epoca coloniale lo sviluppo delle società commerciali che permise di creare economie su larga scala, sempre più complesse ed efficienti.

Si può dire che l’uomo quindi è fatto per viaggiare, perché ogni viaggio si sa è un arricchimento, una crescita, ovvero un insieme di paesaggi, colori e di persone che lasciano un segno nella memoria di coloro che si lasciano trasportare in questo desiderio infinito di conoscenza.

Lo scrittore francese Jules Verne, nel 1873 pubblicò un romanzo dal titolo “Il giro del mondo in 80 giorni”, che narra proprio del tentativo di un inglese di nome Phileas Fogg di fare un giro del mondo in soli appunto 80 giorni a seguito di una scommessa fatta tra lo scetticismo generale.

Il successo del romanzo continua fino ad oggi, ispirando amanti dell’avventura e della scoperta, che vogliono compiere imprese che hanno sempre più dello straordinario.

Ultimamente la polacca Kinga Tanajewska, sta facendo molto discutere per la sua idea di compiere un giro del mondo in sella alla sua moto.

La ragazza racconta che è sempre stata interessata alla velocità, tanto che i genitori per il suo diploma decisero di regalargli la prima moto, un honda.

Ottenuta la laurea in ingegneria, decise di spostarsi in Australia per cercare opportunità lavorative migliori e proprio qui prese piede la sua idea di cominciare a viaggiare a bordo della sua “Chillie”, che è il nome da lei affibbiato alla sua moto BMW, protagonista insieme a lei di questo incredibile ed entusiasmante viaggio.

Dopo aver girato lungo tutto il continente australiano, la nostra eroina, ha voluto proseguire, raggiungendo la Corea del sud e la Russia, per poi spingersi fino ad Istanbul.

Il viaggio ancora in corso, è una sfida quotidiana per Kinga, che deve affrontare molti pericoli e difficoltà, ma la sua tenacia e forza è unica.

La stessa afferma, infatti, che una volta partita per raggiungere Corea e Russia, il team che la sta sostenendo, non ha provveduto a equipaggiarla con indumenti pesanti, tanto che ha patito il freddo e le basse temperature, fino al soccorso di una famiglia del luogo che è stata premurosa nell’ospitarla.

Senza contare poi la diversità del territorio e la presenza di ostacoli naturali come le montagne, che non sono attraversabili con facilità a bordo di una moto.

Quindi massimo rispetto e ammirazione per questa ragazza, bravissima motociclista, che anche senza vincere trofei, ha dimostrato ancora una volta come i motori non sono solo prerogativa degli uomini e che i limiti umani sono fatti per essere superati con coraggio e determinazione.

 

Alex Messina

 

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