Auckland – Penisola di Coromandel – Whitianga

Arriviamo ad Auckland dopo un viaggio lunghissimo e con dodici ore di fuso orario, la stanchezza si fa sentire ma la voglia di iniziare questa avventura è fortissima. Dopo aver gironzolato un po’ per la città, con l’immancabile salita alla “Sky Tower” (skytower.co.nz), ritiriamo le nostre moto e partiamo in direzione Penisola di Coromandel: una terra sferzata dal vento con strade spettacolari ricche di curve serpeggianti tra verdi colline e splendide baie. Ci fermiamo a mangiare in uno dei tanti ristorantini presenti in questa zona (Coromandel Mussel Kitchen – musselkitchen.co.nz) le famose cozze verdi, giganteschi molluschi cucinati in molteplici modi … tutti da provare!! Verso sera arriviamo a “Whitianga” ma prima facciamo tappa alla spiaggia di “Hot Water Beach”: qui, nelle ore che seguono e precedono la bassa marea, si può scavare in riva al mare la propria piscina personale ed immergersi nell’acqua calda che affiora in superficie.

 

Whitianga – Rotorua

Ci rimettiamo in moto in direzione Sud fino ad arrivare nella gola di Karagahake a “The Crown Mines” (entrata gratuita): un piacevole e facile percorso in una lussureggiante foresta ricca di gigantesche felci che si snoda tra canyon, ponti sul fiume e tunnel nelle miniere (necessaria una torcia o perlomeno la luce del cellulare in quanto le gallerie non sono illuminate). Proseguiamo in moto, su strade tortuose con un asfalto perfetto, superiamo colline tappezzate da mandrie al pascolo, fino ad arrivare a “Rotorua”, soprannominata la città sulfurea per la presenza di sorgenti di acqua calda, geyser e il persistente odore di zolfo diffuso nell’aria. Visitiamo il villaggio “Whakarewarewa” (entrata a pagamento – whakarewarewa.com) un’area geotermica in cui vivono gli abitanti Maori che ne sfruttano le correnti per estrarre acqua calda sia per il riscaldamento domestico che per l’utilizzo commerciale; in questa zona sono presenti sette geyser, il maggiore di questi (Pohutu) erutta ogni ora ad altezze fino a 30 metri. Proseguiamo sempre in direzione Sud ed a circa 25 km da Rotorua raggiungiamo la “Waimangu Volcanic Valley” (ingresso a pagamento – waimangu.com): spettacolare e suggestivo trekking (circa 3 ore – difficoltà medio bassa) tra foreste rigogliose, laghi color smeraldo ed azzurro turchese, crateri e sorgenti di acqua calda. E’ disponibile presso l’ingresso la guida in italiano inoltre, per chi desidera, il rientro dal percorso può essere fatto con il bus (compreso nel prezzo del biglietto). Durante il cammino non ci sono stazioni di ristoro per cui è necessario portarsi almeno l’acqua. I servizi igienici sono adiacenti alla fermata n.2 del bus.

 

Rotorua – Wanganui

In sella alle nostre moto ci immergiamo nel cuore dell’isola del Nord percorrendo la Highway 43 “The Forgotten World Highway” – la strada del mondo dimenticato – incastonata tra fiumi, foreste di pini e felci, distese interminabili di mandrie al pascolo e greggi di pecore. Strade mozzafiato, indimenticabili dove ad ogni curva ti fermeresti ad immortalare il maestoso incanto della natura.

 

 

Wanganui – Wellington

Tappa di trasferimento su strade spettacolari di montagna, in una natura prorompente che ci porterà a raggiungere Wellington, capitale della Nuova Zelanda, soprannominata anche “Windy Wellington” in quanto adagiata sulla baia oceanica e sferzata dall’incessante vento proveniente dallo Stretto di Cook.

 

Wellington – Picton – Nelson

Imbarchiamo le nostre moto sul traghetto “Interislander” (interislander.co.nz – la traversata dura circa tre ore e trenta minuti) per poi raggiungere, attraverso una strada panoramica meravigliosa che costeggia la baia di Tasmania, la città di Nelson nell’isola del Sud.

 

Nelson – Punakaiki

Con le nostre inseparabili moto proseguiamo sulla SH6 “West Coast Touring Route” che ci porterà a Punakaiki (Paparoa National Park – entrata gratuita) famosa per i suoi “Pancake Rocks”: un percorso ad anello di circa 1 km a ridosso dell’oceano consente di fermarsi in diversi punti panoramici per poter ammirare queste formazioni rocciose sulle quali le onde oceaniche si infrangono creando stupendi giochi d’acqua.

 

Punakaiki – Fox Glacier

Riprendiamo la SH6 e nonostante la pioggia incessante lo spettacolo della strada che costeggia l’oceano è impagabile. Arriviamo al Franz Josef Glacier e per nostra fortuna smette di piovere; decidiamo quindi di percorrere il sentiero di 3 km che ci consente di raggiungere la base del ghiacciaio; attraversiamo un fiumiciattolo, ci fotografiamo vicino alle cascate, ammiriamo il blu del ghiaccio o meglio di ciò che rimane (si è ritirato di 500 mt in quattro anni) e lasciamo questo luogo sperduto, surreale e meraviglioso con il sapore amaro della consapevolezza che l’uomo, probabilmente, ha superato il punto di non ritorno.

 

Fox Glacier – Queenstown

Continua la nostra cavalcata sulle due ruote in direzione Queenstown. Percorrendo la SH6 costeggiamo il lago Wanaka e il lago Hawea due bacini dall’incredibile colore azzurro turchese che contrasta con il verde della vegetazione. Ci fermiamo a fare innumerevoli fotografie per immortalare questo spettacolo della natura. Proseguiamo poi per la scenografica Crown Range Road fermandoci al più antico e fotografato hotel in Nuova Zelanda: l’iconico Cardrona Hotel.

 

Queenstown – Invercargill – Bluff – Dunedin

Queenstown si estende lungo le sponde del lago Wakatipu ed è situata ai piedi della catena montuosa Remarkables. Sulle nostre due ruote percorriamo tutta la costa del lago: un paesaggio straordinario fatto di nastri di asfalto che si srotolano lungo le pendici delle colline dove il nero contrasta con il verde smeraldo della vegetazione e il blu cobalto del lago. Proseguiamo poi sulla SH6 direzione “Invercargill” dove ci fermiamo a visitare il “Classic Motorcyle Mecca” un museo che ospita circa 300 motociclette risalenti al 1902 fino al 2007. Non potevamo farci mancare la spiaggia di “Otatara beach” dove il mitico Burt Munro con la sua Indian si allenava per gareggiare sul lago salato di Bonneville Speedway. Noi non abbiamo raggiunto nessun record ma ci siamo sentiti tutti un po’ Burt Munro a correre con le nostre moto lungo questa mitica spiaggia. Proseguiamo per raggiungere Bluff, il punto più a Sud della Nuova Zelanda; foto di rito al totem sul quale sono indicate le distanze in km di molteplici città del mondo. Si riparte in direzione Dunedin costeggiando l’oceano, attraversando vallate sferzate dal vento e vastissime pianure inframmezzate dalle immancabili mandrie di bestiame e greggi di pecore.

 

Dunedin – Christchurch

Ripartiamo per la nostra meta finale costeggiando l’oceano; durante il tragitto ci fermiamo a Moeraki a visitare “Moeraki Boulders” dove, con la bassa marea, è possibile osservare grandi massi sferici adagiati sulla spiaggia. Sono simili a palle di cannone ed hanno una circonferenza che va dai 50 cm ai 2 metri e pesano fino a 7 tonnellate. Si prosegue poi verso lo scenario spettacolare dei laghi Waitaki, Aviemore, Benmore e Pukaki, i paesaggi e i colori che incontriamo sembrano usciti dalla tavolozza di un pittore …. non ci sono parole per descrivere questo spettacolo ….        Arriviamo a Christchurch, qui il nostro viaggio termina, riconsegniamo le moto e ritorniamo, già colmi di nostalgia, in Italia.

 

Un doveroso ringraziamento va ad Andrea e Paolo della Gobiker (gobiker.it) che con la loro professionalità e disponibilità hanno saputo organizzare in modo impeccabile questo stupefacente viaggio.

Inoltre, devo aggiungere che il successo di questa “spedizione” va attribuita anche ai miei simpaticissimi compagni di viaggio Pinella, Mara, Mauro, Tosca, Ezio, Fabio, Giorgio e Massimiliano con i quali ho avuto l’immenso piacere di condividere questa straordinaria esperienza.

 

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