Sono qui a raccontarvi i primi 5000km fatti da quando ho montato l’Air Tender sulla Yamaha ST.

Air Tender. Avevo letto molto in rete su questo prodotto made in Italy, un innovativo sistema di ammortizzatore posteriore, ma non nascondo che avevo un certo scetticismo di base. Ho spesso cambiato l’unità posteriore sulle mie moto, ma a parte spendere belle cifre, ho avuto qualche miglioramento, ma mai su tutti i terreni.

Air Tender

In una sospensione tradizionale ci sono dei compromessi inevitabili: più rigido risulta meno confortevole, oppure è più confortevole ma meno rigoroso nell’assetto. Air Tender invece ti cambia totalmente la moto, al punto che all’inizio devi reimparare a guidarla, perché non ti ci trovi, o meglio, il feeling che avevi acquisito lo perdi perché hai dei nuovi parametri. La moto è sempre più alta, non si siede, ha una velocità maggiore negli ingressi, ha una stabilità maggiore ma, cosa miracolosa, copia meglio e guadagna anche in trazione. Anche in frenata migliora, perché la ruota posteriore è “più attaccata al suolo” e insensibile alle buche e genera anche un minor trasferimento di carico.

Da subito capito alcune differenze sostanziali tra Air Tender ed un ammortizzatore tradizionale: se come me tari il precarico senza le dovute attenzioni (un compromesso tra guida da solo e in due) un ammortizzatore “normale” va un malino, cioè sempre duretto da solo e leggermente molle in due. Non va benissimo, ma io non sono un palato fine e per me può andar bene.
Una cosa del genere con l’Air Tender non puoi farla. Ho provato tarandolo per me più bagagli ad andarci in due è diventa troppo molle, anzi la parte morbida viene subito assorbita e quindi diventa nullo il vantaggio di averlo. Ho provato da solo con la taratura per due e la moto diventa una Panigale…rigida oltremodo.

Ma quando lo regoli a dovere va talmente bene che poi non riesci ad accettare un settaggio errato. La regolazione poi è di una facilità disarmante, hai solo una vite da tirare, ogni giro aumenti di 5kg il peso di taratura. Di base l’ho settato per il mio peso quindi posso solo aumentare. Con la chiave in dotazione il passaggio da settaggio da solo a quello in due è questione di 2 minuti, non devi poi regolare nessuna vite di idraulica o altro, solo quest’unica vite e la moto si trasforma o meglio resta questa nuova incredibile moto adattata al nuovo carico.

Un altro particolare interessante di questo sistema è che non è specifico per la tua moto ma adattabile a quasi tutte, una scelta vincente per me che cambio spesso moto. Si può smontare, rimontare e tarare su un’altra moto, come i bauletti e diventa un investimento e non la solita “spesa” che nessuno vuole riconoscerti quando vendi il tuo usato .

Non è facile scrivere di cosa si prova a guidare la ST con l’Air Tender, ma voglio provarci lo stesso. Mi sembra di passare continuamente dalla guida di una gt a quella di una super Motard appena vuoi forzare un ingresso in curva. Senti la moto sempre in assetto mai un pompaggio, nemmeno sulle massacrate strade dei nostri Appennini. La sensazione è di essere più in alto, ma credo ci sia anche più luce a terra. Quando “mi metto” un po’ allegro sul misto, gratto facilmente le pedane sull’asfalto, da quando ho montato l’Air Tender non mi è mai riuscito di farlo. Ho provato anche in fuoristrada e anche qui le sensazioni sono state entusiasmanti. Grande trazione, l’ABS che interviene pochissimo anche sullo sterrato (sulla ST non si può disinserire), segno che le ruote aderiscono meglio. L’unico problema è che tendo a dimenticarmi che guido un bisonte da 260kg, tanta è la confidenza che ho. Questa moto già di suo ha un’ottima posizione di guida in piedi, un serbatoio perfettamente svasato, pedane centrate e una buonissima trazione. Con l’Air Tender mi fa pensare che potrei rinunciare ad avere la moto da fuoristrada, perché potrei fare tutto con questa. Ho provato anche una lunga percorrenza: una domenica ho fatto 560km di Appennino, con un finale in autostrada dove per un attimo ho provato anche la stabilità ad alta velocità e anche qui ho avuto responsi positivi.

Difetto? Per ora l’unico vero difetto che ho riscontrato è che ho aspettato troppo a montarlo e loro troppo a progettarlo, mi sembra di essermi immerso in un mondo nuovo, un salto epocale come se di colpo fossi passato dalla Aprila ETX350 che guidavo nel 1990 alle moto che guido oggi. C’è un abisso sul feeling di guida, anche in questo autunno umido con temperature da 2 a 8 gradi, bagnato e dell’asfalto condizioni di spesso sporco e pieno di sale.

Resta solo da capire se tutto questo durerà nel tempo, oppure ci sarà un decadimento come avviene con le sospensioni tradizionali. La Casa consiglia un check-up ai 30.000km, e se questa percorrenza venisse confermata sarebbe davvero ottimo, per ora voglio fare i complimenti a questa azienda, italiana al 100%, che non lontano da dove abito (a Foligno) ha creato questa meraviglia tecnologica tanto innovativa, quanto facile da usare e settare.

Se il buongiorno si vede dal mattino, posso dire di aver speso bene i miei soldi. A questo punto non sarebbe male montarlo anche sul GS800 Adventure che uso soprattutto in off road…

Un lampeggio e buona strada

 

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